Mancano cinque settimane al giorno della gara e, sulla carta, l’allenamento sta andando bene, quindi perché questo dubbio non mi abbandona? Questa settimana, nel podcast “The Runna”, la coach Anya ha intervistato Carson, noto online come CrustbyCarson, un panettiere alla sua quarta maratona, per parlare del divario tra ciò che dice il diario di allenamento e ciò che dice la testa.
Perché i dubbi su se stessi si insinuano anche quando l’allenamento sta andando bene?
L'allenamento di Carson sta procedendo bene. Ciò non ha comunque impedito che il dubbio si insinuasse, e come sottolinea Anya, non è un problema di Carson, ma un problema legato all'allenamento per la maratona.
"La ragione mi dice che sono un po’ indietro, ma nel profondo del mio cuore penso di essere proprio sulla strada giusta."
Si tratta di un cambiamento di mentalità che vale sia che manchino cinque settimane alla tua prima maratona sia che sia la quarta: la forma fisica non è lineare, ed è del tutto normale che ci sia un divario tra il diario di allenamento e ciò che ti dice la testa.
Cosa è andato storto durante l’ultima maratona di Carson a New York?
Non è la prima volta che Carson corre a New York. La gara dell’anno scorso gli è sfuggita di mano: troppi “high-five”, un ritmo non ben dosato e un finale che si è risolto grazie alla grinta piuttosto che a una strategia ben definita.
"Ho fatto qualche flessione, qualche ruota e, a metà percorso, mi è venuto un crampo e ho tagliato il traguardo zoppicando."
Questa volta punta più al divertimento che a un tempo veloce, e sta cercando di imparare dagli errori commessi la prima volta.
Perché Carson partecipa a questa maratona in onore di suo nonno?
Dietro queste divertenti storie di disastri si nasconde qualcosa di più personale. Carson sta correndo questa maratona a New York in memoria di suo nonno e, nel frattempo, sta raccogliendo fondi per l'Associazione Alzheimer.
Cosa mangia davvero Carson quando è in giro?
Lasciate perdere i gel: l’approccio di Carson all’alimentazione durante la maratona si orienta più verso il banco dei dolci che verso il reparto di nutrizione sportiva: uvetta, biscotti, qualsiasi cosa abbia preparato!
È normale avere ancora paura prima della propria quarta maratona?
Dopo quattro maratone, Carson si innervosisce ancora ogni singola volta. Anziché cercare di convincersi a superare la paura, ha imparato a vederla sotto una luce diversa.
"Sì, ho paura, ma è una paura salutare. "Dovresti sforzarti di fare le cose che ti fanno paura."
È la frase su cui Anya continuava a tornare in seguito: la paura non significa che ci sia qualcosa che non va. Potrebbe semplicemente significare che stai facendo qualcosa di importante.
Qual è la routine pre-gara di cui nessuno parla?
Non tutti i momenti della settimana della gara finiscono nel montaggio dei momenti salienti. Carson è sincero riguardo al lato meno affascinante del nervosismo, compreso un rituale pre-gara molto particolare.
"Prima della gara sono andato al bagno chimico diciassette volte."
È il tipo di dettaglio che non compare in un programma di allenamento, ma che risulterà familiare a chiunque si sia mai trovato sulla linea di partenza.
Il consiglio di Anya sul coaching
Ripensando alla conversazione, il consiglio di Anya per chiunque si trovi nella stessa situazione di Carson, a cinque settimane dalla gara, si riassume in due punti: una corsa andata male non compromette né determina il successo di un blocco di allenamento, e arrivare alla linea di partenza richiede tanto un allenamento mentale quanto un allenamento fisico.
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